Il presente in dono

Quid sit futurum cras, fuge quaerere, et quem fors dierum cumque dabi.

Smettila di chiederti cosa sarà il domani. Ogni giornata che la sorte aggiunge abbila come un dono.

Orazio

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Laetus in praesens

Laetus in praesens animus quod ultra est
oderit curare et amara lento
temperet risu: nihil est ab omni
parte beatum.

Un cuore che gode del presente
non deve preoccuparsi del domani.
Stempera le amarezze con un sorriso:
felicità perfetta non esiste.

Orazio

Laetus in praesens. Marsilio Ficino ispirò la sua vita a questo motto e non vedo come dargli torto. Non abbiamo nient’altro che il presente, solo il qui e ora è passibile di pratica. Come è impossibile che qualcosa sia perfetto, così è fuori discussione che ciò che accada in un momento solo lo sia, figurarsi una vita intera. Ciò che è accaduto e il futuro non sono cose che dipendono veramente da noi. Né il domani né il giorno passato devono essere oggetto dei nostri pensieri:  solo il presente è nostro.
Esso può sembrare un punto infinitesimamente piccolo di ciò che è, nella sua concezione lineare, il tempo. Noi abbiamo “solo” il presente.
D’altra parte, il minuscolo segmento chiamato “ora” è il dono più grande che possiamo aspettarci. Noi dobbiamo godere del presente.

Chi non ha mai provato il piacere nella scoperta di un dettaglio? Ecco, noi siamo e abitiamo un dettaglio. Abbiamo la possibilità di rendere il nostro particolare del mondo un posto più bello. E questo lo posso fare solamente adesso, qui. Potrà sembrare superficiale, effimero, estetico ma è tutto quello che sono e possiedo.