Wabi-sabi (la caducità è bella a mamma sua)

Complimenti vivissimi per un articolo che mi ha interessato dalla prima all’ultima parola! Se non ti dispiace lo ribloggo, lo tengo volentieri tra le cose che ho imparato.
Wabi-sabi mi ricorda moltissimo quella superficiale profondità che in questo periodo mi affascina.

Shock Anafilattico

Guardo mia nonna over 90 dare un bacio alla calamita da frigo che le ho portato da Berlino (forse l’ha scambiata per un’iconcina sacra) e una lacrima sorridente si affaccia al balcone della mia palpebra. Rammento che un momento così oggi c’è e domani, beh, forse. Oltre che molto anziana, è malata, ma va detto che ha una volontà di ferro. Ha visto la guerra. La povertà prima, un pessimo marito che l’ha lasciata a crescere 4 figli ancor più in povertà, poi. Ne ha visti due andarsene manco raggiunti la mezza età. Ha fatto la maestra per anta anni (ditemi voi se non ci voglion gli attributi). Diabete. Due ischemie.  Eppure riesce a dare un bacio a un pezzetto di ferro e, anche se ormai parla pochissimo, si ricorda perfettamente cose che persone più giovani dimenticano. E io mi sento malinconicamente felice.

Wabi-sabi.


Accettazione della transitorietà.
Che…

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Come si dovrebbe fare Filosofia?

Condivido moltissimo i contenuti di questo post. La filosofia oggi può forse farsi strada in questo modo. Il passo che sembra non si riesca a fare è evitare il filtro elitario; insomma, approdare a una ‘politica’, inserirsi nel tessuto sociale per migliorarlo mediante un insegnamento che prima di tutto è metamorfosi e dinamicità.

The Sman Post

La mia irriverenza sta toccando livelli stellari :), dopo essermi permesso di chiedermi a cosa serve la filosofia, voglio ora indagare su come si dovrebbe correttamente filosofare…

Premessa d’obbligo… non posso permettermi di considerarmi o di presentarmi come un filosofo, almeno da un punto di vista accademico o scientifico… ma solo come come un bambino affascinato da tanti maestri che hanno scritto della sapienza e dell’uomo… e per quest’amore per la filosofia e per questi grandi maestri mi viene da alzare la mano e proporre alcune domande… come un alunno svogliato interessato per un momento da alcune nozioni dell’insegnante.

Mi domando, ricollegandomi a quanto detto nel precedente post a cosa serve la filosofia,
se oramai non ha più senso occuparsi di scienza e di psicologia solo con la filosofia, ma dobbiamo principalmente proporci di capire come raggiungere la Felicità che sia vera ed autentica attraverso una modalità coerente a…

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Foucault: pensare la storia della verità con Nietzsche

“Si può dunque concludere dicendo che, sia per Nietzsche che per Foucault, non si tratta di negare (in una prospettiva scettica) l’idea di verità in quanto tale, bensì di proporne una diversa concezione. Ad essere da loro valorizzata è una verità che occorre produrre anziché credere di scoprire come preesistente, una verità passionale piuttosto che freddamente oggettiva, una verità non settoriale ma tale da coinvolgere l’intera esistenza.”

La dimora del tempo sospeso

L'ordre du discours

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La leggerezza

Un uso saggio della distanza emotiva.

i discutibili

Qualche anno fa ero uso trovarmi in auto tra le 8,30 e le 9 del mattino, ed ero un fedele ascoltatore di Golem. In realtà non è qualche anno, ne sono undici per l’esattezza, ché doveva essere il 2002, probabilmente. Golem era una trasmissione cult di Radio 1 Rai, che parlava di televisione ma anche di costume. Era condotta da Gianluca Nicoletti, che riempiva la trasmissione di acume e genialità. Ricordo la sua stigmatizzazione del “caso umano”, figura che iniziava ad affacciarsi nelle trasmissioni televisive di allora. Si trattava del poveraccio di turno chiamato a raccontare la sua storia con l’obiettivo di impietosire il “pubblico a casa”. Nicoletti ne fece un’esegesi memorabile. So che esegesi non è il termine appropriato, lo uso perché una delle caratteristiche di Nicoletti e di Golem era quella di trattare i mezzi di comunicazione moderni alla stregua di testi, e di qui l’estensione del termine.

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AL LAGO

A chi non è mai successo? Quando si pensa al sensibile, a quanto è stupefacente il bello che si sente, che si prova sulla pelle, ci si perde. Si perde se stessi, la propria individualità tra i riverberi del bello materiale “come l’acqua di un lago fra l’erba alta”. Favolosa citazione.

I Fotolavori di Stephy

AL LAGO

“Quando la mente è attratta dagli oggetti dei sensi e di continuo vi pensa, la coscienza si perde come l’acqua di un lago fra l’erba alta.”

(B. Purāna)

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Socrate e Sophia a Corigliano d’Otranto, per sfidare la crisi e per non far spegnere il pensiero

Fantastico! Un sogno che si avvera in comunità. Mi sembra incredibile.

alessandrapeluso

2013 05 26 - Il Giardino di Sophia (189)       2013 05 26 - Il Giardino di Sophia (203)

 

«Utopia?». Il sindaco di Corigliano d’Otranto Ada Fiore prontamente risponde: «Eutopia! Un bel luogo che c’è, basta volerlo!».

Eh sì, siamo nell’isola meravigliosa di “Utopia” descritta da Tommaso Campanella: un piccolo paese, Corigliano d’Otranto, di circa 5.000 abitanti che nel 2013 ama la filosofia e vive con filosofia grazie all’assiduo lavoro e all’entusiasmo del sindaco.

I cittadini di questo lembo di terra salentina conoscono la crisi, ma l’affrontano servendosi della cultura filosofica: riprendendo i valori del rispetto delle regole, onestà, giustizia e cercando di costituire un legante vincente filosofia-politica per creare una comunità che rappresenti un punto di forza e una speranza per tutti.

Giorni fa ho letto un articolo su “Affari Italiani” nel quale si proponeva di vivere la filosofia per uscire dalla crisi dimostrando l’importanza della comunità.

Ecco Corigliano è un esempio concreto di comunità che partecipa all’agorà e alla res-pubblica utilizzando la filosofia. È un…

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Catene d’anelli fusi

Mi permetto di ribloggare il tuo articolo perché mi ha colpito davvero tanto. Una prospettiva originale e che merita di essere vissuta. Grazie per le tue acute considerazioni!

AntitesiAntiche

Le cose accadono perché ogni cosa vive. Ed ogni cosa vive perché ha un cerchio da chiudere. Siamo abituati a percepire il tempo, la storia, pure la nostra personale, come un flusso in divenire, come un percorso. Individuato un punto di partenza, si snoda il nostro incedere per linee rette e curve, puntando lo sguardo ad un attimo impossibile che dovrebbe trattarsi di un arrivo.
Una lunga processione di scelte condannate a ritroso a scoprirsi destino.
Per contro mi rifiuto di pensare che una pressione incessante mi spinga lungo sentieri già tracciati e preferisco di gran lunga ingannare la fune sospesa fermandomi ad osservarne la struttura.
Capita così di scoprire piccoli anelli.
Concatenazioni impercettibili talmente fuse da sembrare un tutto continuo.
Ripercorro ogni anello prima di passare al successivo, solo il tempo necessario, quel che basta per non sembrare fermo, ma abbastanza per curarmi d’osservare in ogni direzione attorno a…

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Libertà e sicurezza

Condivido ogni singola parola. Dalla zampa pelosa del leghista alla seconda tesi. Non aggiungo nulla perché il post è bastevole a sé.

i discutibili

Non sono un esperto di quella filologia né della storia di quegli anni, ma dicono che Benjamin Franklin abbia scritto: “They who can give up essential liberty to obtain a little temporary safety, deserve neither liberty nor safety”.

In ogni caso, quali che siano i dettagli della sua formulazione, questo pensiero rimarrebbe valido e meritevole di essere citato anche se a produrlo fosse stato un Cicciominchia qualunque e non il celebre polimate di Boston. Perché vedete, la sicurezza fa ingrassare. La sicurezza toglie i sogni. La sicurezza vive in un paese di tremila abitanti, come quel mio zio che nella sua vita ricorda ancora il grande viaggio da Massa a Trento come l’esperienza più prossima mai avuta all’Odissea. La sicurezza è quella cosa per cui a Monaco di Baviera ci sono più poliziotti che civili, e comprare del fumo è una autentica roulette russa, e  i vagoni dei treni sono…

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