Comprendere con il corpo

L’atleta di Fano

Esiste una grande differenza fra il capire e il comprendere. La distanza che intercorre tra i due termini è dovuta alla differente lontananza dall’oggetto che i due verbi presuppongono; cum-prehendere ha un significato etimologico più forte del semplice capere, poiché è un contenere in sé, non solo un prendere. La com-prensione è un’attività piena, come l’immagine stoica della rappresentazione catalettica: un pugno chiuso, fermo, saldo.

Mi rendo conto di conoscere veramente qualcosa solamente nella misura in cui essa entra a far parte della mia vita, come l’atto di respirare: lo faccio naturalmente, senza pensarci. Non sento questa attività come esterna perché è diventata parte di me, come numerose altre.

Il metodo più soddisfacente per imparare è dunque comprendere, ovvero riuscire a memorizzare un atto in modo da farlo diventare un’abitudine. Come insegna Aristotele, virtù è tale solamente se diviene un habitus, un abito che indosso fino a dimenticarlo come altro da me. Areté potrebbe non essere null’altro che una seconda pelle, una veste che aderisce perfettamente all’epidermide.

Questa trasformazione del Sé non può che avvenire mediante la pratica. La domanda è questa: qual è la funzione del mio corpo in tutto questo?
Esso è ciò che siamo di più superficiale e materiale, ma allo stesso tempo è anche la manifestazione più profonda di noi. Infatti, la percezione corporea è il primo dei modi con cui cogliamo l’esterno, è l’azione dei sensi; tuttavia, assimilare una conoscenza in modo quasi totale è prerogativa dello stesso corpo.  E’ come se non solo la mente, ma ogni mio muscolo potesse essere in grado di esercitare una sorta di mnemotecnica, la quale pare oltrepassare la consueta memoria. Quali sono i limiti di questa conoscenza incorporata?

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6 thoughts on “Comprendere con il corpo

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  3. Articolo interessante.
    Quando parli di pratica, intendi esercitare la consapevolezza?
    Lo chiedo perché leggendo cose riguardanti filosofie orientali e buddhismo sono sempre molto interessato a tale concezione. È l’elemento basilare per apprendere mediante la pratica

    • Con pratica intendo un’attività, che sia teorica o pratica, in grado di produrre un effetto. La prassi è ciò che dona “sostanza” a un’idea; la prassi realizza, ovvero rende in grado il concetto di avere un effetto nel reale.
      Con pratica su di sé, in questo post mi sto riferendo a qualcosa di simile all’esercizio di cui parli. La consapevolezza non è nulla se rimane un impianto teorico, se non viene condivisa o se non viene ripetuta: essa trova la sua realtà solamente quando viene esercitata.
      Per essere esercitata, ha bisogno di un corpo in cui vivere, non solo di una mente. E’ primariamente con le nostre azioni che siamo consapevoli, perché queste parlano di noi e producono effetti. Trovo inutile speculare senza fare i conti con la realtà con cui ci scontriamo ogni giorno.
      Purtroppo sono ignorantissimo per quanto riguarda la filosofia orientale, sebbene mi abbia sempre affascinato sotto alcuni versi, tra cui quello che citi.
      Grazie del commento, mi hai fatto pensare :)

  4. Stupendo post! E’ questo concetto, che tu hai espresso egregiamente, che io esprimo sinteticamente con la frase: “non ci può essere frattura fra mente e corpo”.
    Noi siamo un unicum indissolubile fra la nostra parte fisica e metafisica. Queste, intrecciate insieme concorrono verso una comprensione più profonda di ciò che accade dentro e fuori di noi.
    Grazie del tuo passaggio da me, mi hai dato l’occasione per conoscere il tuo interessante blog, ripasserò…
    Ciao Pan

    • E’ un argomento davvero affascinante, lo ritratterò sicuramente perché è praticamente inesauribile. Qualsiasi mio prodotto sul tema mi lascia sempre un po’ deluso proprio per questo motivo…ma fa parte del gioco.
      Il legame tra noi stessi e ciò che ci circonda è di una superficialità e allo stesso tempo di una profondità incredibili e il tuo commento dimostra quanta bellezza e gentilezza ci può essere anche solo in un segno esteriore come lo scritto.
      Ti ringrazio per i complimenti, anche io capiterò di nuovo dalle tue parti. Ti aspetto ;)

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