What I Talk About When I Talk About Running – L’arte di correre

_MG_8309L’arte di correre è il primo libro di Murakami che mi è capitato di leggere. Sebbene conoscessi già l’autore a causa di innumerevoli commenti – positivi e negativi – da parte di amici lettori, posso dire di aver cominciato il libro senza troppi pregiudizi.
Premettendo quindi la mia ignoranza nei confronti dell’autore e dei suoi altri famosi e famigerati scritti, vorrei solo concentrare l’attenzione su alcuni punti di questo libro, il quale genere si situa nell’indefinita zona delle “memorie”, sfiorando la biografia come pure la saggistica.
Un libro breve ma a mio avviso complicato da descrivere, a partire dal titolo che in italiano non rende come in inglese.  What I Talk About When I Talk About Running è una dicitura più adatta per uno scritto che si propone di mostrare una panoramica soggettiva su ciò che rappresenta per l’autore la corsa e allo stesso tempo la scrittura.

Entrambe le attività sono occasioni di apprendimento ma soprattutto di disciplina di sé. Il podismo e la creatività nello scrivere richiedono un duro allenamento lontano da quello del mito del “genio sregolato”, anzi tutt’altro. Certamente esiste quella vena aurifera che è il talento, ma esso dovrebbe essere accompagnato, per non esaurirsi, da una grande capacità di concentrazione e dalla perseveranza. E’ nella pratica della scrittura o della corsa, nello stimolo continuo dei “muscoli” mentali e fisici che dobbiamo insistere.

Nel mio caso, ho imparato molte cose riguardo alla scrittura facendo jogging ogni mattina sulle strade. In maniera naturale, con la pratica. Quanto posso mostrarmi severo verso me stesso? Ho sviluppato adeguatamente il mio fisico? Mi sono riposato abbastanza? Fino a che punto la mia coerenza è giustificata, a partire da quando diventa ristrettezza mentale? […] Quanta fiducia posso avere nelle mie capacità, devo dubitare ancora di me stesso? Se all’inizio della mia carriera di scrittore non avessi cominciato anche quella di maratoneta, ho l’impressione che le mie opere sarebbero state diverse.

Tirando le fila del discorso, potrei concludere ammettendo che da questo libro non ci si debba aspettare straordinarie verità o mirabolanti espressioni letterarie sulla corsa, la scrittura o la vita. Composto in maniera scorrevole, L’arte di correre è una lettura leggera, ma non per questo scontata. Questa serie di memorie è  semplice, come semplici sono gli insegnamenti che riceviamo dall’esperienza; semplici ma non banali, queste righe sono per me un esempio di scrittura mediata dal corpo prima che dalla mente, percezione abbozzata e gettata su un foglio bianco.
Per questi motivi, consiglio la lettura a un pubblico che riconosca nella passione per la corsa, per la scrittura, per l’aderenza della scrittura alla vita una sua passione.

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20 thoughts on “What I Talk About When I Talk About Running – L’arte di correre

  1. Murakami è un po’ come il sushi o come Baricco… o lo odi in modo incondizionato o lo adori.
    Te ne consiglio due. “1Q84”, più conosciuto, e “A sud del confine, a ovest del sole”, magico.

    • Le due similitudini che proponi mi rincuorano un poco, non c’è due senza tre!
      “1Q84” mi è stato sconsigliato da più parti, mentre il secondo che citi mi ispira. Dopo aver sentito qualche parere, mi sono fatto l’idea che dovrò solamente armarmi di pazienza e saggiare ogni suo libro uno ad uno, con perizia. Sono uno che solitamente sceglie a senso ma in questo caso rischio di prendere più d’una cantonata! Ti ringrazio!

      • Figurati, dipende tutto da cosa cerchi in un libro e dalla situazione mentale in cui ti trovi al momento della lettura.
        E ci metto in mezzo anche Bukowski, assumere con prudenza e tenere fuori dalla portata dei bambini.

      • Bukowski è uno di quelli che ho sempre assunto in pillole, a piccole dosi, senza ricevere molto dai suoi libri.
        Sono d’accordo, comunque: in fondo un libro piace o non piace a seconda di cosa cerchi in un determinato momento. Per questo motivo mi riprometto di tentare un’altra volta con Bukowski, quando sentirò sarà il momento.

      • Spero che non esista un limitatore ai commenti a causa di impostazioni inserite da me! E’ dovuto alle impostazioni di default, vero? Scusate ma sono un principiante, in questo posto!

      • Ahi ahi… e invece si. E’ in parte colpa tua… :)
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    • io credo sia esattamente il contrario. murakami divide profondamente ed è vero, ma divide il singolo più che il pubblico. Una parte di te ne è annoiata e l’altra gli è profondamente grata. Sei spinto a leggere altro, a leggere di più, per capirne di più. Ma più vai avanti più quella divisione si consolida. Tra i suoi fan ci sono i suoi detrattori più accaniti, noto io.

      • Vedrò di vivere questo libro. Quello che mi importa è che mi dia qualcosa; leggendo i tuoi commenti ne sono quasi sicuro. Buona serata! ;)

  2. Non ho letto questo libro. Però ci riconosco molto del Murakami Haruki che ho incontrato io. La semplicità e la leggerezza non banali. Anche se certe volte la leggerezza è così leggera e la semplicità così semplice da insinuarti un sincero dubbio.

  3. Mai letto e non conosco neanche l’autore .. il titolo e la copertina mi piacciono molto .. dev’ essere molto interessante .. lo cercherò! ;)

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