Nulla ethica sine aesthetica. Come si costruisce un’etica?

Nulla ethica sine aesthetica

Nulla ethica sine aesthetica

Nulla ethica sine aesthetica.

Questo è il mantra che mi sto ripetendo da qualche mese a questa parte. In realtà avevo incontrato queste parole in un viaggio a Madrid, senza però pensare troppo al loro significato. Vidi questa scritta, la fotografai e per il momento la cosa si perse. Non immaginavo cosa avrebbe voluto dire per me solamente qualche mese dopo.

La costruzione della propria etica, della propria condotta di vita, che ogni giorno deve essere messa al vaglio critico e sottoposta alla prova dell’esistenza, è una prassi estetica. Questo accade poiché oggetto dell’etica è la pratica esteriore, più in generale lo stile.
Darsi il proprio stile è il coincidere della filosofia con la vita ed è un’arte, una attività tecnica, artigianale, che permette di lavorare sulla propria materia. Non si dà un’etica senza un’estetica del sé, che permetta di modellarci e di dare alla nostra vita il senso dell’opera. Questo può darsi perché l’esistenza è da considerarsi come un effetto, un prodotto di un’arte delle superfici.

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2 thoughts on “Nulla ethica sine aesthetica. Come si costruisce un’etica?

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